Arrivato a piacenza
verso le 7 mi metto subito alla ricerca del Transilvania, di cui non
conoscevo né l'indirizzo né niente.. dopo 2 o tre vecchi
o rincoglioniti che continuavano a darmi vie sbagliate (culombo, columbo),
trovo un bravo sbirro che mi sa indicare la corretta via, dedicata
al grande tenente (colombo, per l'appunto).
Dopo una bella sgroppata sono lì, e mi fiondo subito nel locale
ignorando un gruppetto di ragazzi che a una prima occhiata preferisco
evitare avendo un aspetto brutale; il tizio del locale mi caccia subito
fuori, nella pioggia e nel gelo, e mentre spaurito mi offro all'unica
arma del progresso, il telefonino della mamma, quando un bruto mi
s'avvicina mettendosi a guardare il cellulare. Dopo averlo guardato
un po' enigmaticamente mi accorgo, che sotto il "perfetto"
trucco da "misfits" c'era Deeno, bassista e cantante dei
Plagues. Frattanto Tripudio e gli altri, che già stavamo per
segnalare a "chi l'ha visto" chiamano dalla stazione di
Piacenza. Io, Deeno e Fabio (il chitarrista dei Plagues) ci avviamo
verso la stazione, quando una bella pioggerella pazzerella pensa a
dissolvere il ciuffone di Deeno e a farmi colare litri di lacca in
faccia. Bella lì. Arrivati alla stazione incontriamo Tripudio,
Lorenzo e Joe che comodamente sotto un ombrello osservano le nostre
schiene battute dalla tempesta che oramai era in corso.
Arrivati al locale Andrea, il cantante dei Bloodline (e sosia di Shevchenko)
, e organizzatore del concerto, fa mettere gli strumenti nel magazzino,
e in attesa che arrivino gli altri gruppi ci piazziamo su uno dei
tavoli, conversando. Arrivano anche Carlo, batterista dei Bloodline
(e in passato di Billyboy e la sua banda) e capoccia della Brutus
Records, con cui scambiamo due parole. Intanto sta avvenendo il sound
system. Alla fine, quando sono arrivati oramai tutti i gruppi (20)
avvengono le estrazioni per stabilire l'ordine dell'esecuzione, e
i primi sono i cummies, gruppo che da quanto ho capito fa hardcore
melodico e pur essendo bravi strumentalmente e tutto quanto hanno
abbastanza asciugato. Nel giro di due canzoni si lascia lo spazio
alla risata: sale sul palco i tfp, anche questi molto bravi strumentalmente
(soprattutto il chitarrista che è velocissimo e mette un bel
po' di effetti davvero belli), anche se sono un po' pallosi: notevole
però il cantante che nei momenti in cui non canta si mette
a tirare slinguate a destra e a sinistra e a accennare balletti (accennare
e basta che sennò scatta il linciaggio) e il bassista che ogni
tanto va in fissa e guarda nel vuoto.
Due canzoni anche per questi e dopo i moebius, che fanno una prima
canzone strumentale, mentre poi vi s'aggiunge un cantante, che canta
per 30 secondi e poi se ne va
geniale! A seguire un gruppo interamente
travestito, gli Haulin'Ass, con il bassista che era praticamente un
travone, i chitarristi conciati male, il cantante con una maglietta
insanguinata. E al di là di tutto hanno fatto una canzone che
mi ha davvero impressionato, veloce, tiratissima e spettacolare, con
il cantante che ha tenuto benissimo il palco. Malgrado il genere,
hanno inscenato davvero una bella esibizione.
Dopo un gruppo sempre hardcore melodico (l'unica scena in italia che
abbia qualcosa da dire?) con un chitarrista bravo e scalmanato, s'avvicinano
a grandi passi i dead cities. La gente inizia ad affollarsi, le ragazzine
si strappano i capelli e si concedono al primo arrivato (io), e ancora
prima che Tripudio mandi una pennata il locale è già
tremolante per il pogo che si è scatenato e..
No, purtroppo non è successo niente di tutto questo, ma i Dead
Cities, una volta saliti sul palco hanno davvero fatto un bello spettacolo,
con 3 canzoni (due nuove e un classico, morti massacrati) eseguite
alla perfezione, veloci e cantate con molta rabbia. Pur non essendoci
il pogo, riescono ad attirare bene l'attenzione, e alla fine delle
esecuzione la gente applaude. Questo per dire che il punk ha ancora
molto da dire, al di là dei migliaia di gruppi simili che si
avvicendano, e che un buon gruppo può contribuire molto alla
scena. L'unica remora è che non hanno fatto figli della strada,
ehehe.
In
seguito, dopo un gruppo non molto notevole, arrivano i Bloodline,
che sono un po' l'evento centrale. E infatti saliti sul palco fanno
un esibizione che riesce a scatenare un gran pogo. Fanno due canzoni,
tratte da razorstrike (Worms under my skin e the basement), davvero
trascinanti... il cantante alla fine di The basement si è buttato
nel poco distruggendo Un peccato per l'esibizione troppo breve, ma
il 20 novembre il transilvania sarà solo loro e vi consiglio
di andarci.
Peccato
che alle 11, tipo cenerentola, devo lasciare il locale, senza aver
visto né il Plagues, né gli Zio Fester, che mi incuriosivano
un bel po'. Peccato, ma sono convinto che avrò occasione di
vederli, in futuro.
In definitiva, una serata per certi versi positiva, perché
si è data l'occasione a molti gruppi di proporre la loro musica,
e di questi tempi avere spazi in cui suonare è difficile, per
altri negativa, perché il pubblico era diverso da quello che
ci aspettavamo.
Crass (cantante dei Vaginal Discharge)